Il Fondo Seminario – 1

Il Fondo Seminario/1
Dal ‘RisVeglio Duemila’ N. 31/2012
 
Si trova nella Biblioteca Diocesana ‘San Pier Crisologo’
Il Fondo Seminario/1
 
Il Fondo è conservato nell’edificio del Seminario Arcivescovile ‘SS. Angeli Custodi’, all’indirizzo: piazza Duomo, 4, Ravenna, al piano terreno.
Il Fondo Seminario riunisce in sé l’antica Biblioteca del Seminario che verosimilmente risale alla seconda metà del sec. XVI, con l’istituzione del Seminario stesso nel 1567 per volontà dell’allora arcivescovo Giulio Feltrio della Rovere, cardinale di Urbino, anche se le prime notizie documentate dell’esistenza di una biblioteca a uso del Seminario risalgono alla metà del secolo xvii.
La dotazione libraria è progressivamente cresciuta e ha raggiunto oggi circa i 65.000 volumi, per un complesso di circa 3.200 ml. di scaffalature.
Delle 65.000 unità librarie sopra citate circa 10.000 costituiscono il fondo musicale, con documenti a stampa e manoscritti.
Sulla base della più antica ‘libraria’, che comprendeva opere di teologia, filosofia, morale, agiografia, storia, geografia, diplomatica, diritto e letterature classiche, la biblioteca si è arricchita nel tempo grazie a lasciti e donazioni fino a configurarsi oggi come un’importante raccolta di argomento soprattutto teologico in cui figurano opere rare e prestigiose anche di diritto canonico (come il Bullarium Romanum ed il Thesaurus sacrae congregationis Concilii) ed edizioni pregevoli per epoca e fattura, fra cui le più rilevanti sono le 286 cinquecentine e gli 8 incunaboli, di cui 7 catalogati e individuati già nel 1937 da Santi Muratori, di recente catalogati e descritti nel volume ‘Gli incunaboli e le cinquecentine del Seminario arcivescovile di Ravenna’, a cura di Z. Zanardi, schede di F. Briccoli ed introduzione di C. Giuliani, Ravenna 2003, e nel Catalogo collettivo regionale delle edizioni del sec. XVI (disponibile on-line). Di recente sono state rinvenute altre 11 cinquecentine sfuggite alla suddetta catalogazione. A questo importante materiale librario si aggiunge un consistente numero di edizioni del ‘600, ‘700 e ‘800, oltre a edizioni moderne e periodici correnti utilizzati dagli utenti per la propria formazione culturale e religiosa. Tra le rarità, o comunque particolarità, si possono citare: un Missale Romanum, Venetijs 1536, edizione a quanto pare rara, presente in S.B.N. (Servizio Bibliotecario Nazionale) solo presso altre due biblioteche italiane (cfr. Gli incunaboli e le cinquecentine del Seminario arcivescovile di Ravenna, del 2003, sopra indicato, n. 64, a p. 132), e la prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, del 1612.
Inoltre è presente anche un piccolo, ma interessante, gruppo di manoscritti appartenenti a varie epoche, soprattutto tra i secoli xvii e xviii, di cui uno particolarmente importante perché relativo ad un’opera, facente parte della storia della letteratura italiana, ancora inedita.
La raccolta comprende, inoltre, diversi fondi speciali o privati (alcuni dei quali vanno ancora ricostruiti attraverso gli inventari esistenti), qui di seguito meglio indicati:
Fondo maestro Giovanni Antonio Montanari (+ 1767), di argomento letterario e di scuola;
Fondo abate Simone Fogaroli (+ 1781), tipica biblioteca gesuitica, ma di argomento anche letterario, dei secoli XVII-XVIII;
Fondo Don Giandomenico Michilesi (+ 1734), gran parte di questa ricca biblioteca, propria di un colto collezionista a cavaliere dei secoli XVII e XVIII, che nel 1722 donò il suo patrimonio librario alla Biblioteca Arcivescovile di Ravenna, ma dopo più di un secolo per volontà dell’arcivescovo e cardinale Giacomo Cattani (1879-1887) questo patrimonio fu trasferito definitivamente e quasi integralmente alla Biblioteca del Seminario Arcivescovile;
Fondo G. Donati (1975 circa), con opere a carattere politico-sociale, in realtà trattasi di buona parte della biblioteca dell’arcivescovo Salvatore Baldassarri (1956-1975);
Fondo Don Giovanni Buzzoni (+ 1991), di argomento prettamente filosofico;
Fondo Don Dino Guerrino Molesi (+ 1994), che si distingue per una vasta collezione di documenti di varia natura legati alla realtà storica, religiosa e di costume del territorio ravennate;
Fondo don Francesco Marzocchi (+ 2002), di argomento didattico, storico e filosofico;
Fondo mons. Marcello Morgante (+ 2007), con opere di carattere vario, soprattutto di storia della Chiesa, politica e filosofia;
Fondo mons. Luigi Amaducci (+ 2010), concernente soprattutto argomenti di carattere storico, filosofico, ma anche di linguistica antica e orientale;
Fondo ‘Ex seminaristi’ (2011), di argomenti vari.
Oltre ai suddetti fondi meglio identificabili ve ne sono altri di cui per ora manca qualsiasi forma di inventario o catalogo e di cui vi sono solo alcune affastellate notizie, raccolte forse per la prima volta da Claudia Giuliani nell’introduzione fatta al volume relativo al Seminario sopra ricordato (p. 37). Questi fondi sono perlopiù di privati che hanno voluto donare o lasciare i propri patrimoni librari al nuovo Seminario dei SS. Angeli Custodi, detto anche Seminario piccolo, istituito dall’arcivescovo e cardinale Chiarissimo Falconieri nel 1834 e poi confluito giuridicamente nel vecchio Seminario Arcivescovile nel 1901 per volontà dell’allora arcivescovo e cardinale Agostino Riboldi. Ora questo Seminario piccolo aveva una propria biblioteca, costituita dalle suddette provenienze, che poi molto probabilmente, all’indomani della fusione con il Seminario Arcivescovile, è andata a confluire nella corrispondente Biblioteca.
Qui di seguito si vuol fornire solo un’idea dei fondi che si potrebbero identificare attraverso un duro lavoro di ricerca d’archivio proprio sulla base dei nominativi di quei passati donatori, o testatori, che preferirono incrementare la Biblioteca del Seminario dei SS. Angeli Custodi piuttosto che quella del Seminario Arcivescovile: Paolo Civinelli, alunno poi cappuccino col nome di fra Bernardino da Ravenna (+ 1855); Francesco Triossi, gesuita e ‘direttore di spirito’ del Seminario dei SS. Angeli Custodi (+ 1863); Antonio Miani, mansionario della Metropolitana (+ 1881); Valentino Rivalta, canonico della Metropolitana e professore di matematica e fisica (+ 1884); lo stesso arcivescovo Cattani (1879-1887); Antonio Tarlazzi, canonico della Metropolitana, amministratore dei beni Falconieri, storico ma soprattutto archivista arcivescovile (+ 1888); Lodovico Squarzoni, canonico della Collegiata (+ 1890); Ferdinando Savini, rettore del Seminario piccolo (+ 1890). (continua)
Massimo Ronchini
Direttore della Biblioteca Diocesana ‘San Pier Crisologo’